lunedì, 05 gennaio 2009, ore 16:42

Mi ritrovo a lavoro, stanca, senza voglia di fare null’altro che tornare a casa, uscire dal tram tram delle feste e dal Capodanno e tornare subito a lavoro mi ha massacrata, non sono riuscita a recuperare neanche un pochino e sono più stanca di prima delle ferie! ;O) Non ci si crede….
So cosa pensi, che alla fine sono capocciona anche io visto che poi mi metto a fare il tiramisù alle 02.00 di notte…ma che ci posso fare!?... Stanca sì, ma non riesco a non fare mille cose insieme anche se le ore a disposizione per farle tutte sembrano sempre troppo poche…
 
Stavo pensando a noi. A come tu  sei straordinario con me e sei riuscito a farmi sentire cose che avevo dimenticato, anzi cose che non avevo mai provato. 
A volte ho ancora paura, paura che tutto possa di colpo finire, sgretolarsi, e la paura di soffrire e di stare male mi fa capolino, e allora magari dico o faccio cose sbagliate. Non sono perfetta purtroppo lo so, ma sto cercando di fare del mio meglio per darti tutto l’amore che posso. Per non far ricadere su di te colpe che tu non hai.
Alcune volte è solo la paura a farmi parlare cercando di rimanere distaccata dalle cose. Ma poi alla fine, non ci riesco e prende il sopravvento quello che provo dentro, quello che detta il mio cuore.
 
Ti amo amor mio, ti amo più di qualsiasi altra cosa al mondo. Non vorrei mai e poi mai poter fare qualcosa che ci possa allontanare. Tante cose non te le dico, tante altre te le ripeto ogni giorno; ma a prescindere da quello che esce con la voce, il mio cuore ti grida ogni giorno quanto ti ama. A te il compito di non dimenticarlo mai.
 
Non ci si ferma mai a dire le cose più importanti. Si corre sempre tra i mille impegni della vita, si finisce per essere stanchi anche di parlare. Ma ci sono cose che voglio ti restino impresse, che non restino cose scontate mai dette. Penso che mai nulla debba essere dato per scontato. Lo stesso motivo per cui ti ripeto ogni giorno che ti amo. Non è una cosa superficiale, non è una cosa scontata, non è abitudine. Te lo ripeto ogni giorno che viene come la prima volta in cui te l’ho detto. L’unica cosa che cambia è che la prima volta avevo paura di quello che il mio cuore mi urlava di dirti… ora per dirtelo basta che il mio cuore lo sussurri… Perché l’amore che provo per te cresce, si rafforza, ogni giorno che passa, ogni attimo che viene scandito dal tempo…
Neeharika
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martedì, 21 ottobre 2008, ore 16:46

Passati diversi mesi dall'ultimo post, ma di solito quando si sta bene si finisce per scrivere di meno c'è poco da fare. In questo tempo trascorso è arrivata ed è trascorsa l'estate come neanche io speravo, servita a riempire le pagine dei ricordi. Stavolta si tratta di belle pagine, con lo sfondo di mille colori. Un'estate fatta di vacanze, mare cristallino, amicizia - quella vera, amore - la cosa più importante nella vita in qualsiasi forma si presenti. Ora l'autunno e una vita riscritta, ma non da sola. Con l'aiuto della tua mano è tutto più semplice e le pagine si riempiono con la velocità del vento. Non vi sono più paure ad evitarmi di vivere assaporando ogni attimo, ogni sensazione. Ora c'è il colore dell'amore a riempire le mie giornate e il mio cuore. A volte mi chiedo dove eri fin ora. Altre volte mi dico che se per poter vivere quello che abbiamo oggi non avrei dovuto cambiare una virgola del mio passato vivrei di nuovo tutto nello stesso modo, starei attenta a non cambiare neanche una cosa impercettibile.....

Neeharika
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giovedì, 26 giugno 2008, ore 19:13

Ora è il momento di fermarsi un attimo. Guardare il mio presente. Imprimerlo nella mia mente. Un presente che ora non parla di malinconia, non parla di solitudine. ma di occhi sinceri che si guardano, di mani che si cercano e che si stringono. Di due corpi che non riescono a fare a meno di essere vicini appena possibile. Sempre. Di un cuore che ha imparato come battere di nuovo, anche se la paura è ancora lì, non se ne vuole andare e a volte cerca di rendere le cose meno importanti di quello che poi sono in realtà. Per fortuna poi alla fine i silenzi finiscono per parlare per me. Finiscono per parlare di noi e per noi. Non so come mai. Ma è come se parlare di quello che sento dentro ti potesse portare lontano da me. E' come se ammetterlo mi rendesse più fragile e indifesa. Ho sempre cercato di far sentire le persone più importanti della mia vita al centro del mio mondo. Ora ne ho paura. Come se in qualche modo mi venisse tolto qualcosa che è solo mio. I miei sentimenti. Il mio amore. I miei spazi. La mia vita. La mia serenità.

Un mese. Un mese appena. Che a volte sembra un tempo brevissimo e a volte una vita intera. Un mese fa non avevo idea di come sarebbe stato il mio oggi. Neanche se mi impegnavo con tutta me stessa a pensare, a sognare.
Due mesi fa una sagra, un paese in festa. Una passeggiata tra amiche e tra le bancarelle. Fragole fresche per merenda. Che hai mangiato anche tu, anche se lontano da me. Acquisti in una bancarella con mille cose provate in tre, e tante risate. La festa per un ortaggio che è l'unico di tutto il campo vegetale che non mi piace e non riesco proprio a mangiare. Che strana coincidenza. Un incrocio casuale. Due mani che si toccano e due occhi che si incrociano per la prima volta. Una cena tra amiche, tante chiacchiere, tante confidenze. Poi prima di tornare a casa, un salto in pub, ancora quei due occhi, ancora quel berretto rosso, due risate e qualcosa da bere stuzzicando pistacchi.
I giorni successivi. Fatti di mare, dove dovevo stare da sola, ma alla fine eri sempre con me. La strana sensazione piacevole della tua presenza. nella mia testa il volerti sempre più bene, il pensare sempre più fortemente che bella persona fossi. Giorni fatti del tuo essermi vicino. Talmente vicino da entrare nel mio spazio vitale. Del tuo cercarmi, anche solo con una chiamata, anche solo per cinque minuti strappati alla giornata. Serate fuori, nei locali tra bibite e musica, un gelato alla frutta vicino il laghetto, cene a casa con le mie amiche dove alla fine c'eri sempre anche tu. Ora so il perché, ora capisco tante cose.
Ho ritrovato il piacere di dividere il mio letto e i miei sogni con qualcuno, con te. Il piacere di sentirmi abbracciata. Di due piedi che restano incrociati per sentirsi sempre vicini. Di svegliarmi vedendo per prima cosa il tuo viso, i tuoi occhi e sentire il sapore dei tuoi baci. Il piacere di fare colazione insieme, di salutarti vedendoti uscire di casa per il lavoro. Aspettare la sera per poter tornare tra le tue braccia e lasciarmi coccolare, così da farmi passare tutta la stanchezza accumulata nell'intera giornata fuori casa. Il piacere di curare di nuovo la mia casa, di rimettermi ai fornelli, così come non volevo più fare, così come non riuscivo più a fare, finché ora il piacere è diventato quello di farlo per te.
Non volevo lasciarmi andare, non volevo ti affezionassi a me, non volevo tante cose, anche se poi alla fine, forse, era esattamente tutto quello che in cuor mio avrei voluto, se solo non ci fosse stata quella maledetta paura a farmi da compagnia. Ma tu sei stato più bravo di me, a credere in un noi che allora non c'era e che ora è vivo. Forse la mia gioia di oggi la devo a te. Un grazie dal profondo del mio cuore te lo devo... Se non fosse stato per te e la tua tenacia nel rimanermi accanto anche quando ti allontanavo, ora probabilmente non ci saresti, non ci sarebbe nessun noi da veder crescere e maturare. Nessun noi da vivere con la felicità negli occhi. Nessun noi che forse a volte alcuni invidiano. E che spero saremmo abbastanza bravi da proteggere dagli altri e da noi stessi.

Neeharika
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lunedì, 23 giugno 2008, ore 20:05

Oggi ho voglia di guardarmi indietro. Quel poco che basta per fare un piccolo resoconto. Quello da cui sono scappata negli ultimi tempi. Ora che la serenità è tornata non ho più paura a voltarmi indietro. La cicatrice ci sarà sempre e farà sempre strano passarci sopra la mano. E' lì e si sentirà anche in futuro. Ma non con la paura che sanguini ancora. Quello no.

Sono passati mesi. Settimane. Giorni. Ore. Secondi. Attimi. A volte sembrano essere trascorsi così velocemente da non essermene resa conto. Altre volte passati lentamente. Ma in entrambi i casi è un tempo trascorso che è bastato a cambiare la mia vita. Un anno. Un anno fatto di tante cose. Di tanto dolore. Di tante lacrime. Di tanta rabbia. Di una vita cercata, costruita, amata con tutta l'anima. Una storia fatta di amore e del desiderio di una famiglia, la Mia. Tutto fatto, tutto costruto. Una casa che sapeva di me in ogni piccolo angolo, fatta di calore, amore e gioia, poi diventata una trappola, qualcosa da cui scappare. Un amore sgrettolato tra le dita. Una vita tutta da riscrivere. Poi la risalita. Le lacrime asciugate che hanno finito di scendere sulle gote a far sentire il loro sapore agli angoli della bocca. Una nuova casa. Nuovi amici che insieme a quelli di una vita mi hanno aiutata a ritrovare il sorriso, la serenità.
Il primo passo è stato fare quegli scatoloni che non sono ancora stati disfatti. Momenti ancora fatti di tanto dolore, ma pur sempre il primo passo di una nuova vita. Finita l'estate, ma non ancora del tutto. Ancora il tempo per una vacanza, la prima da sola. In un mare sconosciuto, con il sottofondo di una musica che amici mi hanno aiutata a saper trasformare in passi e movimenti del corpo, e un po' anche dell'anima. E' proprio grazie a loro che ho ricominciato a sorridere e a mettere i miei primi mattoncini.

Un compleanno. Quello di un bimbo così piccolo che non si renderà mai conto che non è stato il mio il regalo più bello. Ma quello che lui ha fatto a me, il più importante. La mia migliore amica. Una sorella. Che il dolore e le lacrime ci hanno unito è fuori dubbio. Ma è insieme che abbiamo ricmominciato a sorridere. Che abbiamo capito che non sarà il passato a non farci vivere. Così come siamo noi a volere. Così come diversamente non sappiamo fare. A lei uno dei miei grazie più grande. Senza lei non avrei raggiunto la serenità che ora ho. Una spalla quella giusta. Una mano a cui saper di potersi aggrappare. Sempre.
Un inverno fatto di tanti amici. Di persone che vengono messe sulla propria strada sempre per una ragione. E ora lo so. Serate trascorse in compagnia. Serate fatte di musica e di risate. Lo sport che sempre ha fatto parte della mia vita e che ora so che non vorrò più mettere da parte, almeno non del tutto. Un'altra amica che ora è importante e che so ci sarà sempre. Anche lei. Amiche con cui un Capodanno inventato all'ultimo momento è diventato uno dei più belli della mia vita. Un compleanno, il mio, che anche se diverso dal solito i miei amici hanno saputo far diventare speciale lo stesso. Ragazzi entrati nella mia vita per il tempo di un battito delle ali di una farfalla che ho tenuto a debita distanza, quella giusta per non ferirmi, ma che in un modo o nell'altro rimaranno nei miei ricordi e mi hanno aiutato a capire cosa voglio e che cosa non voglio assolutamente. Un piccolo e a volte amaro grazie lo devo anche a loro. Un viaggio in Europa, che mi ha regalato la magia del mio primo viaggio da sola con un'amica oltre ai mille passi fatti a piedi. Una casa, ancora non finita, ma che prende forma, che già riesce a regalarmi un'emozione e che mi rende ancora più serena. Proprio come immaginavo quando ancora era solo sulla carta e che qualcuno non riusciva a condividere con me. Ora so che comunque vada sarà il mio nido. Il mio rifugio.
Altri mattoncini messi. Tanti. Tante foto e tanti ricordi che rimaranno sempre vivi nella memoria.

Un anno che mi ha fatto maturare, crescere, ancor di più. Che mi ha insegnato come nella vita c'è sempre da imparare finchè ci sono ancora battiti nel nostro cuore e aria nei nostri polmoni. Un anno che mi ha fatto vivere fuori dalla mia campana, nel mondo, quello vero. Che mi ha fatto aprire gli occhi e rendere conto in tutto e per tutto di quello che ci circonda, nel bene e nel male.

Ora il mio presente... ma quello merita un capitolo tutto suo... lo merita davvero...

Neeharika
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venerdì, 13 giugno 2008, ore 17:48

Che strano doverlo ammettere...

a me

a te

al mondo intero...

MI MANCHI TANTISSIMOOOOOOOOO

Neeharika
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martedì, 10 giugno 2008, ore 16:51

Mi ritrovo quì a scrivere proprio a te, dividiamo la stessa casa, dividiamo la vita da quasi 30 anni, eppure il tempo scorre veloce e spesso tante cose che si hanno dentro restano lì senza arrivare alle persone che si hanno vicine, senza essere dette, pensando che sono sottointese, per poi rendersi conto che di sottointeso non c'è nulla in questo mondo.
E alla fine, tu che mi conosci più di qualsiasi altra persona, sai che a volte quello che ho dentro trova via d'uscita attraverso lo scrivere più che attraverso le parole regalate al vento.
So bene quanto l'ultimo anno sia stato difficile per entrambe, quanto tu hai vissuto e condiviso con me tutto il mio dolore di una vita tutta da riscrivere, ma alla fine mammina mia noi ci siamo abituate, purtroppo di storie da riscrivere da capo ne abbiamo incontrate tante. Ma se c'è una cosa che mi hai insegnato è come rimboccarsi le maniche e ricominciare da capo anche quando sembra di aver toccato il fondo. Se mi hai insegnato qualcosa è il valore della vita, il valore della giustizia e il valore della famiglia, nonostante la vita, che spesso è sembrata volerci mettere alla prova fino a non poterne più.
Non sai che dispiacere quando in qualche modo metti in dubbio quello che provo per te, quello che tu sei per me. Tu che sei la mia famiglia, tu che sei tutto quello che ho, la persona più importante della mia vita. So che spesso nel mio correre, nel mio avere mille impegni ti senti esclusa, ti senti trascurata dalla tua bambina, ma niente di quello che faccio è perché ti voglio meno bene o perché non voglio farti partecipe della mia vita... tu ne farai sempre parte, sempre, non potrebbe essere diversamente.
Tu sei il mio pilastro, la mia forza, in questa vita, che a 30 anni ancora da compiere mi ha messo di fronte a situazioni che altre avranno solo nell'arco di un'intera vita. Eppure quella che sono oggi, lo sono solo grazie a te, e forse non avrò mai modo di dirti grazie come meriti mammina mia.
Il mio dispiacere più grande... che tu non sia felice come meriti, che la vita ti abbia strappato momenti di gioia e gli amori più grandi della tua vita. In me il rammarico di non poter fare nulla, perché per quanto io potrò mai fare, non potrò ridarti papà, non potrò ridarti Tonino, non potrò ridarti anni di gioventù che sarebbero dovuti essere ricolmi di amore e che invece ti sono stati strappati via.
Ora con gli anni che passano ti vedo più fragile eppure per me sei sempre la mia forza e il mio pilastro... e ti prego non smettere di amare la vita... perché è solo grazie a te e a quello che mi hai trasmesso che ritengo la vita un dono impagabile...
E io che nonostante gli anni che passano mi sento sempre la tua piccola bambina, un po' più matura, ma pur sempre la tua piccola... che non potrà mai fare a meno di te e del tuo amore.
Allo stesso modo voglio che tu sappia che per te ci sono sempre, a darti sostegno nei momenti in cui ne hai bisogno, a darti tutto l'amore che provo per te, di cui non devi dubitare mai... perché non ha confini mammina mia...
Neeharika
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venerdì, 06 giugno 2008, ore 16:59

Una settimana.
Strano come il tempo ha uno spazio tutto relativo e soggettivo. Di come possa sembrare diverso anche se l'unità di misura oggettivamente usata da tutti non sia poi quella che si sente nel viverti...
Una settimana fatta di tante cose. Di tanti sguardi. Di tante notti. Di tanti baci. Di tanti pensieri.
Una settimana fatta di cose che cambiano. Che crescono. Di okki che prendono espressioni diverse che non ricordavo più di avere. Che probabilmente non pensavo avrei più usato per guardare gli okki di qualcun altro. O almeno non in quel modo.
Dormire con te. Dividere spazi così piccoli che pensavo non avrei più voluto condividere con nessuno.
Eppure con la tua tenacia sei rimasto lì vicino a me anche quando non ti lasciavo spiragli in quel muro che ora invece si sgretola davanti ai tuoi passi.
Ho ancora lì i soldati di vedetta. Se ne andranno probabilmente più in la' o forse, ora che sono cambiata, resteranno per sempre lì, almeno per cercare di difendermi. Ma vorrei tanto non averne più bisogno. E' così difficile mandarli via.
Ma ora so che non sono più lì per evitarmi di vivere. Ti lasceranno lo giusto spazio.

 

Neeharika
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giovedì, 29 maggio 2008, ore 17:44

Dolci calde acque a coccolarmi. Il sole a farci da compagnia. Una bellissima giornata. Ore insieme trascorse senza quasi rendersene conto. E stranamente senza la voglia di sempre di scappare. Rivedermi riflessa nei suoi occhi che stranamente hanno lo stesso identico colore dei miei. E hanno anche la stessa luce. Forse quella delle persone che vogliono vivere questa vita fino in fondo. Che si rendono conto che a volte dura il tempo di una goccia di rugiada che scivola da una foglia.
Neeharika
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