Passati diversi mesi dall'ultimo post, ma di solito quando si sta bene si finisce per scrivere di meno c'è poco da fare. In questo tempo trascorso è arrivata ed è trascorsa l'estate come neanche io speravo, servita a riempire le pagine dei ricordi. Stavolta si tratta di belle pagine, con lo sfondo di mille colori. Un'estate fatta di vacanze, mare cristallino, amicizia - quella vera, amore - la cosa più importante nella vita in qualsiasi forma si presenti. Ora l'autunno e una vita riscritta, ma non da sola. Con l'aiuto della tua mano è tutto più semplice e le pagine si riempiono con la velocità del vento. Non vi sono più paure ad evitarmi di vivere assaporando ogni attimo, ogni sensazione. Ora c'è il colore dell'amore a riempire le mie giornate e il mio cuore. A volte mi chiedo dove eri fin ora. Altre volte mi dico che se per poter vivere quello che abbiamo oggi non avrei dovuto cambiare una virgola del mio passato vivrei di nuovo tutto nello stesso modo, starei attenta a non cambiare neanche una cosa impercettibile.....
Ora è il momento di fermarsi un attimo. Guardare il mio presente. Imprimerlo nella mia mente. Un presente che ora non parla di malinconia, non parla di solitudine. ma di occhi sinceri che si guardano, di mani che si cercano e che si stringono. Di due corpi che non riescono a fare a meno di essere vicini appena possibile. Sempre. Di un cuore che ha imparato come battere di nuovo, anche se la paura è ancora lì, non se ne vuole andare e a volte cerca di rendere le cose meno importanti di quello che poi sono in realtà. Per fortuna poi alla fine i silenzi finiscono per parlare per me. Finiscono per parlare di noi e per noi. Non so come mai. Ma è come se parlare di quello che sento dentro ti potesse portare lontano da me. E' come se ammetterlo mi rendesse più fragile e indifesa. Ho sempre cercato di far sentire le persone più importanti della mia vita al centro del mio mondo. Ora ne ho paura. Come se in qualche modo mi venisse tolto qualcosa che è solo mio. I miei sentimenti. Il mio amore. I miei spazi. La mia vita. La mia serenità.
Un mese. Un mese appena. Che a volte sembra un tempo brevissimo e a volte una vita intera. Un mese fa non avevo idea di come sarebbe stato il mio oggi. Neanche se mi impegnavo con tutta me stessa a pensare, a sognare.
Due mesi fa una sagra, un paese in festa. Una passeggiata tra amiche e tra le bancarelle. Fragole fresche per merenda. Che hai mangiato anche tu, anche se lontano da me. Acquisti in una bancarella con mille cose provate in tre, e tante risate. La festa per un ortaggio che è l'unico di tutto il campo vegetale che non mi piace e non riesco proprio a mangiare. Che strana coincidenza. Un incrocio casuale. Due mani che si toccano e due occhi che si incrociano per la prima volta. Una cena tra amiche, tante chiacchiere, tante confidenze. Poi prima di tornare a casa, un salto in pub, ancora quei due occhi, ancora quel berretto rosso, due risate e qualcosa da bere stuzzicando pistacchi.
I giorni successivi. Fatti di mare, dove dovevo stare da sola, ma alla fine eri sempre con me. La strana sensazione piacevole della tua presenza. nella mia testa il volerti sempre più bene, il pensare sempre più fortemente che bella persona fossi. Giorni fatti del tuo essermi vicino. Talmente vicino da entrare nel mio spazio vitale. Del tuo cercarmi, anche solo con una chiamata, anche solo per cinque minuti strappati alla giornata. Serate fuori, nei locali tra bibite e musica, un gelato alla frutta vicino il laghetto, cene a casa con le mie amiche dove alla fine c'eri sempre anche tu. Ora so il perché, ora capisco tante cose.
Ho ritrovato il piacere di dividere il mio letto e i miei sogni con qualcuno, con te. Il piacere di sentirmi abbracciata. Di due piedi che restano incrociati per sentirsi sempre vicini. Di svegliarmi vedendo per prima cosa il tuo viso, i tuoi occhi e sentire il sapore dei tuoi baci. Il piacere di fare colazione insieme, di salutarti vedendoti uscire di casa per il lavoro. Aspettare la sera per poter tornare tra le tue braccia e lasciarmi coccolare, così da farmi passare tutta la stanchezza accumulata nell'intera giornata fuori casa. Il piacere di curare di nuovo la mia casa, di rimettermi ai fornelli, così come non volevo più fare, così come non riuscivo più a fare, finché ora il piacere è diventato quello di farlo per te.
Non volevo lasciarmi andare, non volevo ti affezionassi a me, non volevo tante cose, anche se poi alla fine, forse, era esattamente tutto quello che in cuor mio avrei voluto, se solo non ci fosse stata quella maledetta paura a farmi da compagnia. Ma tu sei stato più bravo di me, a credere in un noi che allora non c'era e che ora è vivo. Forse la mia gioia di oggi la devo a te. Un grazie dal profondo del mio cuore te lo devo... Se non fosse stato per te e la tua tenacia nel rimanermi accanto anche quando ti allontanavo, ora probabilmente non ci saresti, non ci sarebbe nessun noi da veder crescere e maturare. Nessun noi da vivere con la felicità negli occhi. Nessun noi che forse a volte alcuni invidiano. E che spero saremmo abbastanza bravi da proteggere dagli altri e da noi stessi.
Oggi ho voglia di guardarmi indietro. Quel poco che basta per fare un piccolo resoconto. Quello da cui sono scappata negli ultimi tempi. Ora che la serenità è tornata non ho più paura a voltarmi indietro. La cicatrice ci sarà sempre e farà sempre strano passarci sopra la mano. E' lì e si sentirà anche in futuro. Ma non con la paura che sanguini ancora. Quello no.
Sono passati mesi. Settimane. Giorni. Ore. Secondi. Attimi. A volte sembrano essere trascorsi così velocemente da non essermene resa conto. Altre volte passati lentamente. Ma in entrambi i casi è un tempo trascorso che è bastato a cambiare la mia vita. Un anno. Un anno fatto di tante cose. Di tanto dolore. Di tante lacrime. Di tanta rabbia. Di una vita cercata, costruita, amata con tutta l'anima. Una storia fatta di amore e del desiderio di una famiglia, la Mia. Tutto fatto, tutto costruto. Una casa che sapeva di me in ogni piccolo angolo, fatta di calore, amore e gioia, poi diventata una trappola, qualcosa da cui scappare. Un amore sgrettolato tra le dita. Una vita tutta da riscrivere. Poi la risalita. Le lacrime asciugate che hanno finito di scendere sulle gote a far sentire il loro sapore agli angoli della bocca. Una nuova casa. Nuovi amici che insieme a quelli di una vita mi hanno aiutata a ritrovare il sorriso, la serenità.
Il primo passo è stato fare quegli scatoloni che non sono ancora stati disfatti. Momenti ancora fatti di tanto dolore, ma pur sempre il primo passo di una nuova vita. Finita l'estate, ma non ancora del tutto. Ancora il tempo per una vacanza, la prima da sola. In un mare sconosciuto, con il sottofondo di una musica che amici mi hanno aiutata a saper trasformare in passi e movimenti del corpo, e un po' anche dell'anima. E' proprio grazie a loro che ho ricominciato a sorridere e a mettere i miei primi mattoncini.
Un compleanno. Quello di un bimbo così piccolo che non si renderà mai conto che non è stato il mio il regalo più bello. Ma quello che lui ha fatto a me, il più importante. La mia migliore amica. Una sorella. Che il dolore e le lacrime ci hanno unito è fuori dubbio. Ma è insieme che abbiamo ricmominciato a sorridere. Che abbiamo capito che non sarà il passato a non farci vivere. Così come siamo noi a volere. Così come diversamente non sappiamo fare. A lei uno dei miei grazie più grande. Senza lei non avrei raggiunto la serenità che ora ho. Una spalla quella giusta. Una mano a cui saper di potersi aggrappare. Sempre.
Un inverno fatto di tanti amici. Di persone che vengono messe sulla propria strada sempre per una ragione. E ora lo so. Serate trascorse in compagnia. Serate fatte di musica e di risate. Lo sport che sempre ha fatto parte della mia vita e che ora so che non vorrò più mettere da parte, almeno non del tutto. Un'altra amica che ora è importante e che so ci sarà sempre. Anche lei. Amiche con cui un Capodanno inventato all'ultimo momento è diventato uno dei più belli della mia vita. Un compleanno, il mio, che anche se diverso dal solito i miei amici hanno saputo far diventare speciale lo stesso. Ragazzi entrati nella mia vita per il tempo di un battito delle ali di una farfalla che ho tenuto a debita distanza, quella giusta per non ferirmi, ma che in un modo o nell'altro rimaranno nei miei ricordi e mi hanno aiutato a capire cosa voglio e che cosa non voglio assolutamente. Un piccolo e a volte amaro grazie lo devo anche a loro. Un viaggio in Europa, che mi ha regalato la magia del mio primo viaggio da sola con un'amica oltre ai mille passi fatti a piedi. Una casa, ancora non finita, ma che prende forma, che già riesce a regalarmi un'emozione e che mi rende ancora più serena. Proprio come immaginavo quando ancora era solo sulla carta e che qualcuno non riusciva a condividere con me. Ora so che comunque vada sarà il mio nido. Il mio rifugio.
Altri mattoncini messi. Tanti. Tante foto e tanti ricordi che rimaranno sempre vivi nella memoria.
Un anno che mi ha fatto maturare, crescere, ancor di più. Che mi ha insegnato come nella vita c'è sempre da imparare finchè ci sono ancora battiti nel nostro cuore e aria nei nostri polmoni. Un anno che mi ha fatto vivere fuori dalla mia campana, nel mondo, quello vero. Che mi ha fatto aprire gli occhi e rendere conto in tutto e per tutto di quello che ci circonda, nel bene e nel male.
Ora il mio presente... ma quello merita un capitolo tutto suo... lo merita davvero...
Che strano doverlo ammettere...
a me
a te
al mondo intero...
MI MANCHI TANTISSIMOOOOOOOOO